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Drone in Nepal: regole, registrazione, permessi e dove si può volare davvero

Aggiornamento: 17 ore fa

Il Nepal sembra una destinazione costruita apposta per un drone.

Himalaya, vallate, villaggi, monasteri, terrazze coltivate e alcune delle montagne più alte del pianeta offrono possibilità fotografiche difficili da trovare altrove.

Ma portare un drone in Nepal non significa poterlo semplicemente tirare fuori dallo zaino durante un trekking e decollare.

Il Nepal utilizza una propria normativa, gestita principalmente dalla Civil Aviation Authority of Nepal (CAAN), e per uno straniero entrano in gioco registrazione temporanea, eventuali autorizzazioni operative, security clearance e regole specifiche delle aree protette.

La situazione diventa particolarmente importante proprio nei luoghi che interessano maggiormente a fotografi e travel creator: Annapurna, Everest, parchi nazionali e conservation areas.

Vediamo quindi cosa bisogna fare prima di partire e dove è realmente possibile utilizzare un drone in Nepal.


Si può volare con il drone in Nepal?

Sì.

Il volo dei droni è consentito, ma è regolamentato dalla Civil Aviation Authority of Nepal (CAAN).

Per un viaggiatore straniero bisogna distinguere almeno quattro aspetti:

  1. registrazione del drone;

  2. condizioni operative;

  3. eventuale permesso CAAN e security clearance;

  4. ulteriori autorizzazioni per parchi, conservation areas o altre zone soggette a regolamentazione.

Questo significa che essere proprietari di un drone regolarmente registrato in Europa non equivale automaticamente ad avere il diritto di utilizzarlo in Nepal.


Le categorie dei droni in Nepal

La CAAN divide i droni in quattro categorie sulla base del Maximum Take-Off Weight (MTOW):

  • Categoria A – Very Low Risk: meno di 250 g;

  • Categoria B – Low Risk: da 250 g a 2 kg;

  • Categoria C – Regulated Low Risk: da 2 kg a 25 kg;

  • Categoria D – Regulated High Risk: oltre 25 kg.

Per un normale viaggiatore le categorie più interessanti sono quindi A e B.

Un DJI Mini rientra generalmente nella categoria A, mentre molti droni fotografici più pesanti ricadono nella categoria B.

Il peso, però, non è l'unico elemento da considerare.


Registrare un drone in Nepal se sei straniero

La CAAN prevede una procedura specifica chiamata Temporary Drone Registration, dedicata ai cittadini stranieri che intendono utilizzare un drone nel Paese.

La procedura viene gestita dal Flight Safety Standards Department (FSSD) della Civil Aviation Authority of Nepal.

Secondo le indicazioni attualmente pubblicate dalla CAAN, lo straniero deve presentarsi presso l'ufficio FSSD di Kathmandu.

Tra i documenti richiesti figurano:

  • passaporto valido;

  • visto valido per il Nepal;

  • documentazione relativa al drone;

  • lettera firmata di impegno al rispetto della normativa;

  • indicazione dello scopo del volo;

  • località previste;

  • durata prevista delle operazioni;

  • eventuale ulteriore documentazione relativa all'attività.

Il drone deve inoltre possedere una marcatura CE valida o la documentazione di conformità richiesta.


Dove effettuare la registrazione

Il riferimento ufficiale è:

Flight Safety Standards Department – CAANSinamangal Road, Kathmandu 44600.

La CAAN pubblica una sezione specifica dedicata ai droni:

Prima della partenza consiglio di verificare questa pagina, perché procedure, documenti e costi possono cambiare.


Quanto costa registrare un drone in Nepal?

La documentazione CAAN pubblicata per gli stranieri indica una tariffa di registrazione di 50 USD più il 13% di VAT.

La stessa documentazione richiede, tra le altre cose:

  • modulo di registrazione;

  • fotografia dell'operatore;

  • fotografia del drone con numero seriale visibile;

  • copia del passaporto con visto nepalese valido;

  • documentazione doganale relativa al drone;

  • dichiarazione sullo scopo dell'operazione.

Per i droni delle categorie C e D, quindi superiori a 2 kg, sono previsti ulteriori requisiti, tra cui assicurazione valida e verifica fisica del drone.

Per un normale travel creator con DJI Mini, Air o equivalente la situazione è quindi più semplice rispetto a quella prevista per aeromobili professionali pesanti, ma questo non significa che si possa ignorare la procedura.

Le regole cambiano. Meglio saperlo prima di partire. Normative, permessi e restrizioni possono cambiare da un Paese all'altro e, in Nepal, anche l'area nella quale vuoi operare può fare una grande differenza.Iscriviti alla newsletter di Max Pergo per ricevere aggiornamenti, nuove guide e informazioni pratiche dedicate a droni, viaggio, outdoor e content creation.[ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER]

Registrazione e permesso di volo non sono la stessa cosa

Questo è uno dei punti più importanti.

Avere registrato il drone non significa automaticamente poter volare ovunque.

La registrazione riguarda l'aeromobile.

L'autorizzazione riguarda invece l'operazione che vuoi effettuare.

La CAAN pubblica una procedura specifica per ottenere il permesso di operare con un drone e indica tra la documentazione necessaria:

  • lettera di richiesta;

  • specifiche operative del drone;

  • mappa dell'area di operazione;

  • coordinate dell'area interessata;

  • eventuale nulla osta del proprietario o dell'ente responsabile dell'area;

  • security clearance o altre autorizzazioni richieste.

La documentazione CAAN specifica inoltre che chi intende effettuare operazioni che richiedono autorizzazione deve ottenere la security clearance dal Ministry of Home Affairs.


Come richiedere il permesso CAAN

Prima di organizzare un volo che necessita di autorizzazione è quindi necessario verificare quali documenti siano richiesti per quella specifica operazione.

Il riferimento da utilizzare è sempre la Civil Aviation Authority of Nepal.

Informazioni ufficiali sui droni:

Documentazione ufficiale per la Drone Operation Permission:

Requisiti tecnici CAAN per gli UAS:

Se hai già stabilito che il drone avrà un ruolo importante nel viaggio, eviterei di affrontare queste verifiche all'ultimo momento.


Le regole base di volo

La normativa CAAN definisce anche delle Standard Unmanned Aircraft Operating Conditions.

Tra le condizioni indicate troviamo:

  • mantenimento del drone in Visual Line of Sight (VLOS);

  • volo diurno;

  • quota massima ordinaria di 100 metri / 328 piedi AGL;

  • distanza orizzontale massima indicata di 300 metri dal pilota;

  • almeno 30 metri dalle persone non coinvolte nell'operazione;

  • divieto di operare sopra aree popolate;

  • divieto di operare in aree proibite o ristrette;

  • divieto di operare entro 5 km dall'area di movimento di un aeroporto;

  • particolare attenzione alle operazioni di emergenza e pubblica sicurezza.

Queste condizioni sono particolarmente importanti in Nepal.

Una valle apparentemente remota può infatti ospitare un aeroporto o un eliporto utilizzato intensamente per turismo, soccorso o collegamenti locali.


Aeroporti ed elicotteri: un problema molto concreto in Himalaya

In Nepal il rischio aeronautico non riguarda soltanto Kathmandu.

Molte destinazioni trekking sono servite da piccoli aeroporti e da traffico elicotteristico.

Questo significa che la sensazione di essere "nel mezzo del nulla" può essere ingannevole.

In alcune vallate himalayane gli elicotteri possono volare relativamente bassi per:

  • trasporto passeggeri;

  • rifornimenti;

  • evacuazioni;

  • soccorso;

  • attività turistiche.

Un drone può diventare rapidamente un rischio per un aeromobile con persone a bordo.

Prima di ogni volo bisogna quindi verificare attentamente aeroporti, eliporti, rotte locali e attività presenti nella zona.


Drone nella regione dell'Everest

La regione dell'Everest è probabilmente uno dei luoghi nei quali un fotografo vorrebbe maggiormente utilizzare un drone.

Ed è anche uno dei contesti nei quali eviterei qualsiasi improvvisazione.

La presenza di:

  • Sagarmatha National Park;

  • aeroporto di Lukla;

  • eliporti;

  • traffico elicotteristico;

  • villaggi;

  • trekking molto frequentati;

  • aree sottoposte a tutela;

rende necessario verificare diversi livelli autorizzativi.

Non bisogna quindi partire dal presupposto:"Sono sulle montagne, quindi posso volare."

In Himalaya la lontananza da una grande città non equivale automaticamente a spazio aereo libero.


Drone nell'Annapurna

Un ragionamento simile vale per l'area dell'Annapurna.

Gran parte dei trekking più conosciuti attraversa territori sottoposti a tutela ambientale.

Questo significa che, oltre alla normativa CAAN, possono entrare in gioco le regole della conservation area e autorizzazioni relative a fotografia, filming o utilizzo del drone.

La presenza di Pokhara e del relativo traffico aeroportuale aggiunge inoltre un ulteriore elemento da considerare.

Se l'obiettivo è produrre immagini aeree durante un trekking, la pianificazione deve quindi partire prima del trekking, non quando si arriva davanti alla montagna.


Parchi nazionali e Conservation Areas

Qui la questione diventa particolarmente importante.

Le aree naturali nepalesi possono applicare ulteriori regole relative a riprese, documentari e utilizzo dei droni.

Il Department of National Parks and Wildlife Conservation (DNPWC) pubblica regolamenti e indicazioni specifiche per le diverse aree.

In alcuni casi possono essere richiesti:

  • permessi speciali;

  • autorizzazioni per filming/documentary;

  • ulteriori tariffe;

  • supplementi specifici per l'utilizzo del drone.

Non esiste quindi una regola universale del tipo:

"Ho il permesso CAAN, quindi posso volare in qualsiasi parco."

L'autorizzazione aeronautica e quella relativa all'area protetta sono due questioni differenti.

Prima di pianificare riprese in un parco o Conservation Area consiglio di verificare direttamente:


Quanto può costare volare con il drone in un'area protetta?

Qui emerge uno degli aspetti meno intuitivi del Nepal.

Alcune aree protette prevedono tariffe specifiche per documentary/filming e supplementi per l'utilizzo del drone.

Per esempio, la documentazione ufficiale relativa all'Api Nampa Conservation Area indica una tariffa per documentary/filming e un ulteriore supplemento del 25% per l'utilizzo del drone.

Questo non significa che quella tariffa si applichi automaticamente a tutti i parchi nepalesi.

Significa esattamente il contrario: bisogna controllare la normativa della singola area.

Se vuoi portare un drone durante un trekking, questo controllo dovrebbe entrare nella pianificazione esattamente come TIMS, conservation permit o altri documenti necessari per l'itinerario.


Serve il patentino europeo A1/A3?

Il Nepal utilizza una normativa propria.

Il possesso dell'attestato europeo A1/A3 o A2 non sostituisce automaticamente registrazione e autorizzazioni nepalesi.

Una formazione aeronautica rimane però molto utile.

Concetti come:

  • VLOS;

  • valutazione del rischio;

  • distanza dalle persone;

  • gestione delle emergenze;

  • controllo dello spazio aereo;

  • pianificazione del volo;

diventano ancora più importanti quando si vola in ambiente montano.

Se non hai ancora conseguito l'attestato A1/A3 e vuoi costruire queste basi prima di iniziare a viaggiare con il drone, puoi seguire il percorso formativo online di Dronext usufruendo dello sconto dedicato ai lettori di Max Pergo.


Dove può avere senso utilizzare il drone in Nepal?

Dopo tutta questa burocrazia viene spontaneo chiedersi se valga ancora la pena portarlo.

Secondo me sì, ma soltanto se il drone ha un ruolo preciso nel progetto.

Vallate e territori rurali

Il Nepal non è soltanto Everest e Annapurna.

Esistono enormi territori rurali, vallate e paesaggi agricoli nei quali la fotografia aerea può raccontare molto bene il rapporto tra popolazione e territorio.

Rimane comunque necessario verificare normativa, spazio aereo, proprietà e autorizzazioni applicabili.

Paesaggi montani

Qui il potenziale fotografico è evidente.

Ma l'ambiente montano introduce problemi tecnici che vanno oltre la normativa:

  • vento;

  • freddo;

  • autonomia delle batterie;

  • variazioni meteorologiche;

  • distanza;

  • difficoltà nel recuperare il drone;

  • traffico elicotteristico.

Far decollare il drone a 4.000 metri non è la stessa cosa che utilizzarlo in pianura.


Villaggi e monasteri

Sono soggetti estremamente interessanti dal punto di vista fotografico, ma richiedono ancora più attenzione.

Persone, privacy, proprietà, luoghi religiosi e comunità locali non devono diventare semplicemente elementi scenografici da sorvolare.

Chiedere prima è quasi sempre la soluzione migliore.

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Drone in trekking: il peso conta due volte

C'è poi una considerazione molto più pratica.

In Nepal il drone non pesa soltanto quanto dichiarato sulla scheda tecnica.

Devi aggiungere:

  • radiocomando;

  • batterie;

  • caricabatterie;

  • power bank o sistemi di ricarica;

  • eventuali filtri;

  • protezione;

  • cavi.

Durante un trekking di diversi giorni, ogni chilogrammo aggiuntivo viene trasportato per decine di chilometri e centinaia o migliaia di metri di dislivello.

Prima di portarlo mi chiederei quindi:

"Ho realmente pianificato dei voli oppure lo sto portando perché forse potrebbe servire?"

Nel secondo caso rischia di diventare un costoso mattone nello zaino.


Batterie e freddo in Himalaya

Il freddo riduce le prestazioni delle batterie al litio.

In ambiente himalayano questo può diventare particolarmente evidente.

Conviene quindi:

  • mantenere le batterie relativamente calde prima del volo;

  • evitare di lasciarle inutilmente esposte al freddo;

  • controllare attentamente autonomia e tensione;

  • mantenere margini di sicurezza più ampi;

  • evitare di pianificare il rientro contando sugli ultimi punti percentuali.

In montagna il vento può inoltre cambiare rapidamente.

Il fatto che il drone riesca ad allontanarsi non significa che abbia abbastanza energia per tornare controvento.


L'errore che eviterei in Nepal

L'errore principale sarebbe costruire questo ragionamento:

"È un piccolo drone e sarò in mezzo alle montagne, quindi non darò fastidio a nessuno."

Il Nepal è quasi l'esempio perfetto del perché questa logica non funzioni.

Puoi essere a 4.000 metri, apparentemente isolato, e contemporaneamente trovarti:

  • dentro un'area protetta;

  • vicino a una rotta elicotteristica;

  • sopra un villaggio;

  • in una zona sottoposta a permesso;

  • vicino a fauna sensibile.

L'isolamento geografico non equivale all'assenza di regole.


Conviene portare il drone in Nepal?

, se:

  • il drone ha un ruolo preciso nel progetto fotografico;

  • hai verificato preventivamente le aree nelle quali vuoi volare;

  • sei disposto a gestire registrazione e autorizzazioni;

  • il peso aggiuntivo è giustificato;

  • hai esperienza di volo in ambiente montano.

Molto meno, se:

  • vuoi portarlo soltanto "nel caso servisse";

  • non hai verificato i permessi;

  • farai un trekking molto lungo e vuoi ridurre il peso;

  • immagini di improvvisare i voli durante il percorso;

  • il tuo itinerario attraversa prevalentemente aree dove l'utilizzo sarà difficile o costoso.

In Nepal il drone può produrre immagini straordinarie.

Ma può anche trascorrere due settimane nello zaino.

La differenza la fa la pianificazione.


Errori comuni di chi porta il drone in Nepal

Prima della partenza eviterei soprattutto questi:

  • pensare che il patentino europeo sia sufficiente;

  • non verificare la Temporary Drone Registration;

  • confondere registrazione e permesso operativo;

  • ignorare la security clearance;

  • non controllare aeroporti ed eliporti;

  • sottovalutare il traffico elicotteristico;

  • pensare che un parco nazionale sia automaticamente utilizzabile;

  • non verificare le regole della singola Conservation Area;

  • improvvisare il volo durante un trekking;

  • sottovalutare vento, freddo e autonomia delle batterie.


Creare contenuti in Nepal senza dipendere dal drone

Il Nepal è anche una destinazione nella quale il drone rischia di diventare una scorciatoia narrativa.

Montagne enormi viste dall'alto funzionano.

Ma il Nepal è anche:

  • persone;

  • villaggi;

  • sentieri;

  • monasteri;

  • portatori;

  • mercati;

  • animali;

  • vita quotidiana;

  • rapporto tra popolazione e montagna.

Un racconto costruito soltanto attraverso panoramiche aeree rischia di perdere proprio ciò che rende il Paese interessante.

Il drone dovrebbe quindi aggiungere scala e contesto.

Non sostituire il racconto da terra.


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Conclusione

Volare con il drone in Nepal è possibile, ma richiede più pianificazione di quanto il paesaggio apparentemente remoto possa far pensare.

Per uno straniero il primo riferimento è la Civil Aviation Authority of Nepal, che prevede una procedura di Temporary Drone Registration.

A seconda dell'operazione possono poi essere necessari permesso CAAN, security clearance e ulteriori nulla osta.

Se il volo interessa un parco nazionale o una Conservation Area, bisogna inoltre verificare separatamente le regole dell'area protetta.

A tutto questo si aggiungono aeroporti, elicotteri, villaggi, proprietà, fauna e le difficoltà tecniche del volo in alta montagna.

Per questo non deciderei semplicemente se portare un drone in Nepal.

Deciderei prima dove voglio realmente utilizzarlo.

E solo dopo capirei se vale la pena metterlo nello zaino.


Link ufficiali utili

Prima di partire verifica sempre le informazioni direttamente sulle fonti ufficiali nepalesi.

Civil Aviation Authority of Nepal – Drone:https://caanepal.gov.np/functions/general-aviation/drones

Documentazione per Drone Operation Permission:https://caanepal.gov.np/storage/app/media/uploaded-files/Drone.pdf

Department of National Parks and Wildlife Conservation:https://dnpwc.gov.np/


La normativa e le procedure possono cambiare. Prima del viaggio e prima di ogni operazione verifica sempre le informazioni aggiornate presso CAAN e gli enti responsabili dell'area interessata.


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