Drone in Giappone: regole, registrazione, permessi e dove si può volare davvero
- Max Pergo

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 10 min
Il Giappone è una destinazione straordinaria per fotografia e video: montagne, vulcani, coste, campagne, foreste e un contrasto continuo tra ambienti naturali e grandi città.
Portare un drone può quindi sembrare una scelta quasi scontata.
Il problema è che volare con un drone in Giappone richiede più preparazione di quanto molti viaggiatori immaginino.
Il Giappone non applica la normativa europea EASA e utilizza un proprio sistema di registrazione, limitazioni dello spazio aereo e autorizzazioni al volo.
La buona notizia è che un turista straniero può utilizzare un drone in Giappone.
La cattiva è che non basta portare un drone sotto i 250 grammi e pensare di essere automaticamente in regola.
La soglia fondamentale in Giappone è infatti 100 grammi.
Vediamo quindi cosa bisogna fare prima di partire e, soprattutto, dove è realmente possibile volare.
Si può volare con il drone in Giappone?
Sì.
Il volo dei droni è regolamentato principalmente dal Civil Aeronautics Act e dal Ministry of Land, Infrastructure, Transport and Tourism (MLIT) attraverso il Japan Civil Aviation Bureau.
Per un viaggiatore ci sono quattro aspetti fondamentali da considerare:
registrazione del drone;
Remote ID;
spazio aereo e modalità di volo;
eventuali permessi o autorizzazioni.
A questi si aggiungono poi regolamenti locali, proprietà private e restrizioni relative a determinate aree naturali o turistiche.
Il punto di partenza è però il peso.
La regola dei 100 grammi
In Europa siamo abituati a considerare i 250 grammi una soglia importante.
In Giappone è diverso.
I droni con peso pari o superiore a 100 grammi, batteria compresa, rientrano nella disciplina prevista per gli unmanned aircraft.
Questo significa che anche un piccolo drone come un DJI Mini deve essere considerato a tutti gli effetti un aeromobile soggetto alla normativa giapponese.
Se porti, per esempio:
DJI Mini 4 Pro;
DJI Air 3;
DJI Serie Mavic;
altri comuni droni fotografici;
dovrai quindi occuparti della registrazione prima di utilizzarli.
Essere sotto i 250 grammi non significa essere esenti dalle regole giapponesi.
Registrare il drone in Giappone: DIPS 2.0
I droni da 100 grammi in su devono essere registrati prima del volo.
La procedura può essere effettuata online attraverso DIPS 2.0 – Drone/UAS Information Platform System, il portale ufficiale del governo giapponese.
La registrazione è disponibile anche per gli stranieri.
Durante la procedura vengono richieste informazioni relative al proprietario e al drone e, per la verifica dell'identità, è possibile utilizzare anche il passaporto.
Una volta completata la procedura e pagata la tariffa prevista viene assegnato un Registration ID.
Questo codice deve essere riportato fisicamente sul drone prima del volo.
Link ufficiali per registrare il drone
Portale ufficiale MLIT dedicato alla registrazione:
DIPS 2.0:
Consiglio di effettuare la registrazione prima della partenza, evitando di trovarsi a gestire procedure burocratiche durante il viaggio.
Remote ID: cosa bisogna sapere
Oltre al Registration ID, la normativa giapponese prevede generalmente che i droni soggetti a registrazione dispongano della funzione Remote ID.
Il Remote ID permette al drone di trasmettere via radio alcune informazioni identificative durante il volo.
Alcuni modelli recenti dispongono già della funzione necessaria, mentre per altri può essere necessario verificare compatibilità o eventuali dispositivi aggiuntivi.
Prima di partire controlla quindi che il tuo specifico modello sia compatibile con i requisiti giapponesi.
Esistono alcune eccezioni all'obbligo del Remote ID, ma per un normale viaggiatore è molto più sensato verificare preventivamente la conformità del proprio drone piuttosto che costruire il viaggio attorno a un'eccezione normativa.
Le regole cambiano. Meglio saperlo prima di partire. Normative, registrazioni e restrizioni sui droni possono cambiare da un Paese all'altro. Iscriviti alla newsletter di Max Pergo per ricevere aggiornamenti, nuove guide e informazioni pratiche dedicate a droni, viaggio, outdoor e content creation.[ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER]
Registrazione e permesso di volo NON sono la stessa cosa
Questo è probabilmente il punto più importante dell'intera guida.
Registrare il drone non significa ottenere automaticamente il permesso di volare ovunque.
La registrazione identifica il drone e permette di soddisfare uno degli obblighi previsti dalla normativa.
Il permesso o l'approvazione riguardano invece dove e come vuoi effettuare determinate operazioni.
Se il volo rientra nelle condizioni definite dalla normativa giapponese come specified flight, può essere necessario ottenere preventivamente una Flight Permission o Flight Approval dal MLIT.
Quando serve un permesso per volare con il drone in Giappone?
Il permesso o l'approvazione possono essere necessari quando si vola in determinati spazi aerei oppure utilizzando modalità operative sottoposte a restrizioni.
Tra i casi più importanti per un turista troviamo:
volo in una Densely Inhabited District (DID);
volo in determinati spazi aerei attorno agli aeroporti;
volo in spazi aerei soggetti a specifiche restrizioni;
volo notturno;
volo oltre la linea visiva del pilota;
mancato mantenimento della distanza prevista da persone o proprietà;
volo sopra eventi o concentrazioni di persone;
altre operazioni classificate come specified flight.
Esistono eccezioni legate a determinate certificazioni del pilota, certificazioni dell'aeromobile e condizioni operative, ma per il normale turista europeo è più prudente partire dal presupposto che un'operazione classificata come specified flight debba essere verificata prima di decollare.
Come richiedere il permesso di volo
La richiesta può essere effettuata online tramite DIPS 2.0.
Il sistema permette di gestire:
registrazione del drone;
informazioni sul pilota;
richiesta di Flight Permission/Approval;
comunicazione del piano di volo.
Il MLIT raccomanda di presentare la richiesta di permesso almeno 10 giorni lavorativi prima della data prevista per l'inizio delle operazioni.
Se sai quindi che durante il viaggio vorrai effettuare un volo che necessita di autorizzazione, non aspettare di arrivare in Giappone.
Link ufficiale per i permessi drone in Giappone
Il governo giapponese ha un portale specificamente dedicato alle richieste di autorizzazione:
Da qui puoi verificare:
quando serve un'autorizzazione;
quali operazioni rientrano negli specified flights;
come presentare la domanda;
quali informazioni sono necessarie.
La procedura vera e propria viene poi effettuata attraverso:
Per una panoramica generale della normativa puoi invece utilizzare la pagina ufficiale del Japan Civil Aviation Bureau:
Questi sono i riferimenti che utilizzerei sempre come fonte primaria prima di un viaggio.
Dopo aver ottenuto il permesso: il piano di volo
C'è un ulteriore passaggio che è facile ignorare.
Se voli sulla base di una Flight Permission/Approval rilasciata dal MLIT, devi anche comunicare preventivamente il piano di volo.
Il piano comprende informazioni come:
data e orario;
percorso;
quota;
altre informazioni relative all'operazione.
Anche questa procedura viene gestita tramite DIPS 2.0.
Per i voli effettuati sotto permission/approval è inoltre previsto il mantenimento di un flight logbook, nel quale registrare le informazioni richieste relative alle operazioni, ai controlli e alla manutenzione.
Per questo organizzare un volo autorizzato in Giappone richiede un minimo di pianificazione.
Cosa sono le DID: Densely Inhabited Districts
Per chi viaggia in Giappone, DID è probabilmente una delle sigle più importanti da conoscere.
Significa Densely Inhabited District.
Si tratta di aree densamente popolate individuate sulla base dei dati demografici giapponesi.
Molte zone di:
Tokyo;
Osaka;
Kyoto;
Nagoya;
altre grandi città;
ricadono all'interno di DID.
Il punto importante è che non bisogna ragionare semplicemente in termini di "città" o "campagna".
Bisogna verificare la posizione esatta nella quale vuoi effettuare il volo.
Volare all'interno di una DID rientra nelle operazioni per le quali può essere necessaria una Flight Permission.
Drone a Tokyo, Kyoto e Osaka
Qui arriviamo alla domanda che probabilmente interessa molti viaggiatori.
Posso usare il drone a Tokyo?
La risposta non è semplicemente sì o no.
Bisogna considerare contemporaneamente:
DID;
aeroporti;
persone;
edifici;
infrastrutture;
proprietà private;
regolamenti locali;
modalità con cui viene effettuato il volo.
In pratica, utilizzare un drone durante un normale itinerario turistico nelle grandi città può diventare molto più complicato rispetto a quanto accade in aree rurali.
Questo non significa che ogni volo urbano sia impossibile.
Significa che non partirei per Tokyo pensando di decollare quando vedo una bella inquadratura.
La pianificazione deve avvenire prima.
Serve il patentino europeo A1/A3?
Il Giappone utilizza un sistema distinto da quello EASA.
Un attestato europeo A1/A3 o A2 non sostituisce automaticamente gli eventuali requisiti previsti dalla normativa giapponese.
Avere una formazione aeronautica rimane comunque estremamente utile.
Conoscere:
gestione dello spazio aereo;
VLOS;
valutazione del rischio;
comportamento vicino alle persone;
pianificazione;
procedure di emergenza;
rende molto più semplice comprendere e rispettare anche una normativa straniera.
Se non hai ancora conseguito l'attestato A1/A3 e vuoi costruire queste basi prima di iniziare a viaggiare con il drone, puoi seguire il percorso formativo online di Dronext usufruendo dello sconto dedicato ai lettori di Max Pergo.
Templi, santuari e proprietà private
Esiste poi un altro livello di regole.
Il fatto che lo spazio aereo sia utilizzabile non significa automaticamente che tu possa decollare da qualsiasi punto sottostante.
Templi, santuari, giardini, attrazioni, parchi e altre proprietà possono imporre proprie limitazioni all'utilizzo dei droni.
Bisogna quindi distinguere tra:
regole dello spazio aereo e possibilità di utilizzare il terreno per effettuare l'operazione.
Se il gestore di un luogo vieta il decollo o l'utilizzo dei droni, il fatto che DIPS non mostri un problema nello spazio aereo non annulla automaticamente quella limitazione.
E naturalmente un cartello "No Drone" non è un invito a trovare un parcheggio cinquanta metri più avanti.
Drone nei parchi nazionali giapponesi
Anche qui bisogna evitare una semplificazione:
parco nazionale non significa automaticamente drone sempre vietato.
All'interno delle aree naturali possono però entrare in gioco:
regolamenti specifici;
tutela della fauna;
sicurezza degli altri visitatori;
proprietà o gestione del territorio;
restrizioni locali.
Prima di effettuare un volo in un'area naturale è quindi necessario verificare non soltanto la normativa aeronautica, ma anche le regole specifiche del luogo.
Questo vale soprattutto per fotografia naturalistica e aree frequentate da fauna sensibile.
Dove volare con il drone in Giappone
Dopo tutte queste limitazioni può sembrare che portare il drone in Giappone sia inutile.
Non lo è.
Il problema è piuttosto scegliere il contesto giusto.
Le opportunità più interessanti si trovano spesso lontano dalle grandi città.
Campagne e aree rurali
Fuori dalle grandi conurbazioni il paesaggio giapponese cambia radicalmente.
Campi coltivati, vallate, piccoli centri e territori rurali possono offrire prospettive molto interessanti dall'alto.
Bisogna comunque controllare spazio aereo, DID e possibilità di utilizzare il punto scelto per decollo e atterraggio.
Zone montane
Gran parte del territorio giapponese è montuoso.
Alpi Giapponesi, vallate e territori vulcanici offrono enormi possibilità fotografiche.
Qui entrano però in gioco altri fattori:
vento;
meteo;
quota;
fauna;
regolamenti delle aree naturali;
capacità di mantenere il controllo visivo del drone.
Il fatto di essere lontani da una città non elimina la necessità di pianificare.
Coste e zone meno urbanizzate
Penisole, coste e territori lontani dalle principali aree metropolitane possono offrire opportunità molto migliori rispetto ai centri turistici.
Per un travel creator possono anche produrre immagini molto meno inflazionate rispetto all'ennesima panoramica urbana.
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Conviene portare il drone in Giappone?
Dipende soprattutto dal tuo itinerario.
Lo porterei se:
visiterai aree rurali;
farai trekking o attività outdoor;
attraverserai territori montani;
visiterai coste o zone meno urbanizzate;
hai già individuato possibili location;
sei disposto a pianificare i voli prima del viaggio.
Valuterei di lasciarlo a casa se:
farai principalmente Tokyo, Kyoto e Osaka;
vuoi portarlo soltanto "nel caso servisse";
non vuoi occuparti di registrazione e verifiche;
immagini di poter improvvisare i voli durante le visite.
Un drone occupa spazio, aggiunge batterie e caricabatterie allo zaino e richiede tempo.
Se rimarrà chiuso nello zaino per due settimane, probabilmente quello spazio poteva essere utilizzato meglio.
L'errore dei 250 grammi
Uno degli errori più facili da fare è pensare:
"Ho un Mini sotto i 250 grammi, quindi non devo fare praticamente nulla."
È un ragionamento comprensibile per un pilota europeo.
Ma in Giappone non funziona.
La soglia fondamentale è 100 grammi.
Un piccolo drone rimane certamente più semplice da trasportare e gestire, ma non diventa invisibile alla normativa.
Il peso ridotto è un vantaggio operativo.
Non è un lasciapassare.
Errori comuni di chi porta il drone in Giappone
Prima della partenza eviterei soprattutto questi errori:
pensare che sotto i 250 grammi non serva registrazione;
arrivare senza aver configurato DIPS 2.0;
confondere registrazione e autorizzazione al volo;
non verificare il Remote ID;
ignorare le DID;
affidarsi esclusivamente al geofencing dell'app del produttore;
non verificare aeroporti e restrizioni dello spazio aereo;
ignorare le regole del luogo dal quale si vuole decollare;
pianificare voli urbani all'ultimo momento;
disturbare persone o fauna per ottenere una ripresa.
In Giappone la pianificazione vale probabilmente più di qualsiasi accessorio da mettere nello zaino.
Creare contenuti in Giappone senza dipendere dal drone
C'è infine un aspetto che considero importante dal punto di vista fotografico.
Il Giappone è una destinazione dove non avere continuamente il drone in aria può migliorare il racconto.
Architettura, persone, trasporti, dettagli, foreste, montagne, vita quotidiana, luce e contrasto tra modernità e tradizione permettono di costruire una narrazione molto più completa.
Il drone funziona meglio quando aggiunge qualcosa che da terra non puoi raccontare.
Non quando diventa automaticamente l'inquadratura di apertura di ogni location.
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Conclusione
Volare con il drone in Giappone è possibile, ma richiede preparazione.
Per i comuni droni fotografici da almeno 100 grammi bisogna partire dalla registrazione attraverso DIPS 2.0, verificare il Remote ID e controllare attentamente dove e come si intende volare.
Se l'operazione rientra negli specified flights, può essere necessario ottenere preventivamente una Flight Permission/Approval dal MLIT.
Per alcune operazioni autorizzate entrano inoltre in gioco la comunicazione del piano di volo e il flight logbook.
A tutto questo si aggiungono DID, aeroporti, proprietà private, regolamenti locali e tutela delle aree naturali.
Per un viaggio esclusivamente urbano il drone potrebbe quindi essere più un peso che un vantaggio.
Per un itinerario che attraversa il Giappone rurale, montano e costiero può invece diventare uno strumento fotografico estremamente interessante.
La differenza la fa la pianificazione.
Link ufficiali utili
Prima di partire consiglio di verificare sempre le informazioni direttamente sulle fonti del governo giapponese:
Normativa generale:Japan Civil Aviation Bureau – Flight Rules for Unmanned Aircraft
Registrazione del drone:Unmanned Aircraft Registration Web Portal
Permessi e autorizzazioni:Unmanned Aircraft Flight Permission / Approval Application
La normativa può cambiare: prima di ogni viaggio e prima di ogni volo verifica sempre le fonti ufficiali aggiornate.
Continua il viaggio
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